Una bella passeggiata in mezzo alla vegetazione, arrivo in una spiaggia magnifica.. Acqua cristallina e sabbia fine.. Un paradiso.
Sant Tomàs o Platja de Sant Tomàs si trova a cinque chilometri da es Migjorn Gran, situato fra Punta Negra, vicina a Platja de Binicordell e Punta Atàlitx, così come accanto all'urbanizzazione dello stesso nome, le cui case e alberghi si trovano vicino alla riva. Nei pressi si possono anche vedere terre di coltivo. Questa spiaggia fa parte dell'enorme entrata di mare a forma di u che ha originato questa gigantesca insenatura, totalmente aperta al mare. Questo tratto costiero si caratterizza da avere delle dimensioni grandi, una spiaggia di sabbia, falesie nella scogliere naturale orientale, coperte da un piccolo frondosa pineta che arriva fino alla prima linea, esposizione ai venti da sud-est-sud-sud-ovest, brezza leggera, acqua cristallina e tranquilla, affluenza alta di visitatori locali e turisti, così come da essere urbana. Le condizioni marine e subacquee per l'ancoraggio di imbarcazioni sono poco sicure perché la profondità è scarsa e si trova totalmente sprotetta. A circa tre ettometri dalla riva e verso est si trova Escull ('scoglio') d'en Salat, un basso di pietra ad una profondità minima di tre metri. Verso ovest di questa baia si troverà Illot de Binicodrell, confine naturale delle vicine spiagge di Binigaus e Binicodrell, dove si può navigare soltanto con climatologia favorevole e con barche piccole o a remo. L'accesso per strada è semplice seguendo le indicazioni e le deviazioni. Il veicolo particolare si può lasciare nel parcheggio gratuito nei dintorni. Questa spiaggia può anche essere raggiunta con i mezzi pubblici nella stagione estiva. Principali dati tecnici Tipo di accesso: 750 metri Tipo di accesso: Per pedoni - Per veicoli - Per imbarcazioni Larghezza media: 43 metri Accesso disabili: No Grado di occupazione: Alto Zona di ancoraggio: Si
Sa Mesquida è un tratto di litorale localizzato accanto al nucleo costiero dello stesso nome, che si trova a 6,5 chilometri da Maó, ed include Cala Mesquida (zona rocciosa) e Arenal de sa Mesquida (spiaggia dove i visitatori più frequenti sono i vicini di Maó), separate da Punta de sa Torre. Questa entrata di mare a forma di conchiglia e di dimensioni medie, si trova fra Punta de sa Creueta ('piccola croce') e es Pas Gros ('il passo grande'; 45 metri sul livello del mare), e di fronte alla sua costa si vede Illots d'en Mesquida. Arenal de sa Mesquida si caratterizza da avere una superficie sabbiosa, è orientata verso sud-est, ha una vegetazione che circonda questa spiaggia, così come un'acqua cristallina e tranquilla e un fondo roccioso. Questa zona marittima è molto apprezzata dagli affezionati all'immersione, specialmente gli isolotti localizzati ad ovest della cala. La zona compresa fra sa Mesquida e s'Esperó ha una profondità tra i 21 ei 43 metri. Le condizioni marine e subacquee per l'ancoraggio di imbarcazioni sono poco sicure. All'est di sa Punta de sa Creueta esistono diversi bassi pericolosi, così come un passo. Queste caratteristiche morfologiche spiegano che si possa navigare attorno solo con barche piccole. Sa Mesquida registrò nel 1781 lo sbarco delle truppe di spagnoli e francesi per conquistare Minorca. Questo attacco fallí e l'isola continuò in mani britanniche, che costruirono in questo luogo una torre di difesa (Punta de sa Torre). In tutto alzarono 11 torri in tutta Minorca tra gli anni 1798 e 1802. Le informazioni fornite relativamente a questa spiaggia potrebbero aver subito modifiche. Rivolgersi all'Ufficio comunale del Turismo di cui appresso per avere conferma dei dati oppure per consultare eventuali modifiche e novità: Ufficio del Turismo - Menorca Principali dati tecnici Tipo di accesso: 300 metri Tipo di accesso: Per pedoni - Per veicoli - Per imbarcazioni Larghezza media: 50 metri Accesso disabili: No Grado di occupazione: Medio Zona di ancoraggio: Si
Cala Blanca si trova a cinque chilometri da Ciutadella, situato fra Cala Santandria, essendo più aperta ed esposta che questa, e s'Aigo Dolça, così come accanto all'urbanizzazione dello stesso nome. Il toponime descrive il colore di questa zona. Questa entrata di mare si caratterizza de avere forma di u, delle dimensioni piccolissime, una spiaggia di sabbia fiancheggiata da falesie rocciose di bassa altezza, coronate da stabilimenti turistici e residenziali, con una parte posteriore occupata da un piccolo sistema dunare e strutture alberghiere, delle ridotte pero fitte pinete nei pressi, è esposta a venti di componente ovest, una brezza leggera, un'acqua tranquilla, uno scarso pendio, così come una affluenza alta di visitatori locali e turisti. Le condizioni marine e subacquee per l'ancoraggio di imbarcazioni piccole sono buone. Questo tratto di litorale si trova a 2,5 miglia marine di Cap d'Artrutx. Accanto al margine sinistro dell'entrata c'è un isolotto Illot de Cala Blanca. I dintorni di Cala Blanca sono molto ricchi in giacimenti geologici e resti archeologici. Vi troviamo cuevas de Parella, delle grotte con stalattite, stalagmite ed un lago interiore, così come i vestigi di una naveta di una camera, datata fra il 2000 e 1200 AC., abitazione tipica tra pretalaiotico e talaiotico iniziale nella Minorca occidentale. Questi vestigi non si possono visitare. L'accesso per strada è semplice seguendo le indicazioni e le deviazioni. Questa spiaggia può anche essere raggiunta con i mezzi pubblici. La fermata dell'autobus più vicina si trova accanto a questo vicolo costiero. Questa spiaggia a ottenuto la certificazione ambientale 14001. Principali dati tecnici Tipo di accesso: 40 metri Tipo di accesso: Per pedoni - Per veicoli - Per imbarcazioni Larghezza media: 150 metri Accesso disabili: No Grado di occupazione: Alto Zona di ancoraggio: No
Ubicata nell'entrata a nord del port di Maó e lunga 2.000 m, fu costruita a metà del sec. XIX per difendere il punto di accesso al porto di questa città. La Fortezza di Isabella II, eretta tra il 1850 e il 1875 in uno degli scorci più incantevoli dell'isola di Minorca, è annoverata fra i migliori esempi dell'architettura militare di fine XIX sec. Grazie alla sua posizione strategica all'imboccatura del porto di Maó, fu uno dei punti cardini del sistema difensivo dell'isola. Oggigiorno, La Mola rappresenta un patrimonio storico-militare di enorme valore, ubicata in uno spazio naturale di primissimo ordine. La fortezza fu eretta a seguito delle forti pressioni esercitate dal governo inglese che minacciava di far ritorno sull'isola per utilizzarla come base nella sua difesa contro le truppe francesi. A quell'epoca, questi due Paesi si disputavano il controllo navale del Mediterraneo. La tranquillità non regnava più sulle acque del Mediterraneo dalla fine delle guerre napoleoniche del 1815 e da allora l'incrocio delle rotte marittime francesi e inglesi, era fonte di forti tensioni. La fortezza risultò essere antiquata ancor prima dell'ultimazione dei lavori di costruzione. Al posto dei vecchi cannoni ad avancarica (caricamento dalla bocca da fuoco), si iniziarono a progettare potenti pezzi di artiglieria a retrocarica (caricamento dalla culatta), dall'anima striata (interno del tubo rigato) che stabilizzavano i proiettili e ne aumentavano la precisione. Ciò costrinse a rivedere l'intero sistema difensivo dell'isola e comportò il dislocamento di una serie di batterie litoranee, estranee alla fortificazione murata, preposte alla difesa delle coste di Minorca da una distanza remota. Con i loro potenti proiettili erano in grado di fermare ogni genere di imbarcazioni degli invasori. Nell'ambito delle attività complementari organizzate nella Fortezza de La Mola, a cadenza periodica, si svolgono osservazioni astronomiche, concorsi fotografici, mostre, fiere dell'antiquariato, ecc. Visite guidate complete. Sono disponibili audioguide per poter effettuare il percorso liberamente e conoscere i punti salienti di questo spazio.
Una piscina gigantesca
Nell’estremità occidentale di Minorca sorge Ciutadella, antico capoluogo dell’isola. Le sue origini remote hanno lasciato nei dintorni un importante patrimonio archeologico composto da monumenti megalitici come le taulas, i talayots e le navetas. Questa graziosa città portuale offre attorno al centro storico di Es Born un reticolo di strade medievali in cui si ergono numerosi palazzi, chiese e fortezze. A poca distanza si può andare alla scoperta delle splendide spiagge e cale di Minorca, così come di tranquilli villaggi di pescatori. A tutte queste bellezze si aggiunge una ricca tradizione gastronomica basata sui prodotti del mare. I primi indizi di insediamenti umani primitivi nel luogo in cui attualmente sorge Ciutadella, così come nel resto di Minorca, risalgono al 2000 a. C. Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici visibili ancora oggi, come le taulas (monumenti megalitici a forma di T), i talayots (specie di torri) e le navetas (costruzioni funebri a forma di nave capovolta). Questi resti trasformano Minorca in un autentico museo all’aperto. La colonia romana di Iamo (l’attuale Ciutadella) inizia ad acquisire una certa importanza soprattutto a partire dal 73-74 d. C., quando l’imperatore Vespasiano concede a questo villaggio lo status di municipio. Nell’Alto Medioevo, Ciutadella era il centro politico e amministrativo dell’isola e avrebbe continuato a esserlo durante i secoli della dominazione araba. A partire dal XIII secolo, Minorca passò nelle mani dei cristiani dopo la conquista da parte del re Alfonso III. Continuò a essere il capoluogo dell’isola finché gli inglesi, che governarono nel XVIII secolo, decisero di trasferirlo a Mahón. Nonostante questo, Ciutadella è rimasta fino a oggi la sede della diocesi di Minorca. La città Ciutadella va visitata a piedi per scoprire tutte le sue strade dal sapore medievale. Al centro della città vecchia si trova Es Born, l’antica piazza d’armi della cittadella medievale. In questo tradizionale teatro di feste e altri eventi sociali della città spicca un obelisco. Tra i principali edifici che danno su questa piazza ricordiamo il Municipio, costruito sull’antico alcázar arabo. L’attuale edificio è del XIX secolo e conserva ancora alcuni resti della prima costruzione. In determinati periodi dell’anno si possono visitare anche varie sale del vicino Palazzo Salort. Nei suoi pressi si trova inoltre il Palazzo Vivó, uno dei più emblematici della città, con un’originale facciata rossa in stile neoclassico decorata con motivi della tradizione locale. La Cattedrale, anch’essa in centro, fu fatta costruire nel XIV secolo dal re Alfonso III nel luogo in cui ai tempi degli arabi sorgeva la moschea maggiore di Ciutadella. Ne mantenne il minareto, ora convertito in campanile. Questa imponente costruzione, in stile gotico catalano, è caratterizzata da una sola navata e sei cappelle, tra cui spicca la cappella delle Anime (XVIII secolo). L’importanza della città come centro religioso fece sorgere altri edifici di grande valore, come il convento di Santa Clara e il chiostro della chiesa del Socors, facente parte dell’antico convento dei monaci agostiniani. Davanti alla Cattedrale si staglia la facciata neoclassica del Palazzo Olives, altra casa nobiliare della città. All’interno si possono ammirare affreschi con raffigurazioni di animali e una statuetta di epoca romana trovata nel sito archeologico del Pujol Antic di Minorca. Altrettanto bella è la facciata del Palazzo del conte di Saura, ristrutturato l’ultima volta nel XVII secolo. Il belvedere, dietro al Municipio, offre uno straordinario panorama del porto, situato in una cala ai piedi della città. Il Bastió de Sa Font, allontanandosi dal centro di Ciutadella, è uno dei cinque bastioni che anticamente costituivano le mura della città, costruite nel XVI secolo. Nella cinta ha attualmente sede il Museo Municipale. Dal canto suo, il Castello di Sant Nicolau ospita una mostra sulla Riserva della Biosfera di Minorca. Gastronomia, feste e dintorni Alcuni degli ingredienti principali della gastronomia delle Isole Baleari provengono dal mare. La caldereta (zuppa) di aragosta è forse uno dei piatti più prestigiosi di Minorca, senza dimenticare la famosa salsa mahonesa, a base di uova, olio e aglio. Altre specialità dell’isola sono la seppia al forno, i risotti di mare o il tumbet (con patate, peperoni fritti, melanzane e salsa di pomodoro). Per concludere il pasto non c’è niente di meglio di una ensaimada (dolce a forma di spirale) o di un formaggio con Denominazione di Origine Mahón. La ginebra mallorquina (gin di Maiorca), una bevanda aromatizzata con bacche di ginepro, è una delle specialità dell’isola. L’appuntamento più importante nel calendario delle feste di Ciutadella è rappresentato dalle feste di San Juan, il 23 e il 24 di giugno. In quei giorni, cavalieri e cavalli corrono per le strade del centro sostenuti dall’entusiasmo popolare. Nel patrimonio archeologico della zona va ricordata la Naveta des Tudons, monumento megalitico del periodo pretalaiotico (XIV secolo a. C.) utilizzato nelle cerimonie funebri. Le spiagge sono una delle principali attrazioni turistiche dell’isola. Vicino a Ciutadella si trovano Cala Mitjana, Cala Trabalúger e Cala Galdana, uno dei centri costieri più frequentati di Minorca. Si possono visitare anche altre località come Ferreríes, con la chiesa di Sant Bartolomeu (1870) e bellissime cale come quelle di Calderer o quella del Pilar. Sul vicino monte di Santa Águeda sorge il castello arabo di Sent Agayz. Es Mercadal, situato ai piedi di Monte Toro, il maggior rilievo dell’isola, è noto per la sua cucina e per le calzature artigianali. È in questo comune che si trova Fornells, un piccolo porto peschereccio della costa settentrionale nato attorno al castello di San Antonio (XVI secolo). La costa orientale di Minorca ospita la principale zona paludosa dell’isola, il Parco Naturale di S’Albufera des Grau, I’lla d’en Colomi i el Cap de Favàritx. Il cuore del parco è costituito da una laguna costiera di scarsa profondità, un luogo perfetto per osservare gli uccelli marini. Grazie al particolare ambiente naturale e culturale, unito a uno sviluppo socio-economico sostenibile, nel 1993 l’isola è stata dichiarata dall’Unesco Riserva della Biosfera.
Ottimo posto per fare il bagno con i pesci....ocvhio alle meduse
Se un percorso necessario per chi visita una città portuale, è il lungomare. E Mao , come potrebbe essere altrimenti, noto per avere un corso di questo tipo. Più di tre miglia di lunghezza, il lungomare è punteggiato Mahones collegamenti con la costa della città Rochina, Piques Ses costa, Costa d'en Reynes a schiera ed edifici di grande interesse culturale, come Gin Distillery Xoriguer. Di notte diventa il luogo di intrattenimento massimo in città.
bella da lontano
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